Incipit poco famosi, o meglio: incipit inventati o da inventare. Una collezione di opere che sarebbero potute esistere, ma non sono mai esistite. Appena accennate. Una raccolta di ciò che sarebbe potuto.
I gesti inutili
Secondo piano, Palazzo di Giustizia, Milano. Alle pareti, ogni tre metri, una porta di legno scuro con una targhetta di ottone. Le targhe le ho lette tutte, stamattina, perché il mio avvocato mi aveva detto di non guardare i giornalisti. Ma non sono riuscito a ignorarvi. Con le vostre sigarette accese fra una pausa e…
A breve
L’incredibile fu quando vide passare davanti a sé un intero battaglione di soldati in tuta mimetica seguiti da due carri blindati. Stava passeggiando nel bel mezzo della foresta del Ramaclé vicino al ponte Turrian ed eccoli arrivare, dove la Sarine creava un bivio per poi ricongiugersi poco più avanti. Un’esercitazione, si era detto — che…
I am talking to Jesus
In seguito, avrebbe detto che era partito per il Belgio senza sapere bene perché e senza chiedersi se fosse una buona idea. Era l’estate dei diciott’anni, e a diciott’anni il mondo ha ancora quella luce al tramonto — intensa, obliqua, destinata a finire tardi. Da Gand, la cittadina belga verso cui stava viaggiando, avrebbe poi…
Il correttore
Avevo mal di schiena. Una fitta all’occhio destro, dove un cerchietto bianco mi perseguitava come un creditore. Stavo sottraendo tempo a mio moglie che non perdeva occasione di rimproverarmelo, ma non riuscivo a smettere. Le bozze mi aspettavano, il testo andava messo in pagina. La testa girava e non si fermava, come certe ruote di…
Le strade e i corridoi
Nella Confederazione delle Valli e delle Cupole, il mestiere più antico non era quello del fabbro né quello del contabile, ma quello del messaggero. I messaggeri partivano dalle città di confine, dalle valli dove il vento scompaginava i laghi, dai cantoni dove le lingue cambiano di villaggio in villaggio, attraversavano passi, stazioni, corridoi di neve,…
È tutto passato
A Monaco di Baviera Pascal non metteva piede da oltre trent’anni. L’ultima volta c’era finito per caso e aveva dormito in una tenda piantata nel parco di fianco alla stazione dei treni. Una notte sola, finché all’alba due poliziotti non erano venuti a svegliarlo. Furono gentili, bisogna dargliene atto: si limitarono a chiedere a lui…
Testamento americano
Uscire dalla Defcon numero dieci ci aveva lasciati come neon difettosi sotto il sole di Las Vegas. Il nostro motel era uno di quei posti che sembravano costruiti apposta per le fughe senza gloria: insegna tremolante, moquette che sapeva di polvere e pioggia. Ma non avevamo soldi, e andava bene così. A quel tempo il…
Nessuno parlava
Eravamo in quattro, e nessuno di noi aveva un’idea precisa di cosa stesse facendo quella notte. A dire il vero nessuno di noi aveva un’idea precisa neanche di cosa stesse facendo di giorno, però di giorno ci sono più scuse, c’è la scuola, il lavoro, i genitori, la luce, la gente. Di notte no. Di…







