parallels

— editrice


Qualche giorno dopo il mio arrivo a Madrid, era il 1998, mi ero ritrovato seduto non so come in un cinema 3D, o meglio abbarbicato a una poltroncina di una galleria verticale che quasi mi sembrava di cadere nel vuoto. Ero lì a guardare un documentario sui fenomeni naturali estremi insieme a Manuel e alla sua fidanzata. Mi avevano ospitato per qualche giorno: il tempo necessario perché potessi decidere – così mi ero ripetuto più volte in aeroporto – se trasferirmi o no in quella città. Di per sé la situazione era già abbastanza strana. Non contenti, pochi minuti prima di entrare, avevamo fumato tre canne, una ciascuno, frutto della serra casalinga di Manuel, un vero esperto nel settore. Da quel momento Madrid non fu più la stessa. E nemmeno io.


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