con te si può dialogare, lo ha detto niente di meno che Donzelli, e quindi mi sa che sei in una botte de fero. Se fa’ pe’ di.
E’ vero, al netto del problema ideologico, bisogna collaborare sui fatti concreti, lo hai sempre ripetuto e dimostrato. Peccato che ormai i fatti, quelli veri, trascendono e trasudano da ogni piazza, strada o tinello. E’ chiaro che la filosofia più spiccia adottata dai colleghi con cui ti stai preparando forse a dialogare è riassumibile in “Documenti… e levati dal cazzo“.
Ecco, ti stanno per prendere i documenti e non tarderà il momento in cui ti daranno il ben servito come i loro poliziotti hanno fatto in una qualsiasi piazza italiana a 4 attivisti nonché cittadini italiani. Poliziotti a cui nessuno chiederà conto delle parole o del comportamento: è normale oggi e sarà sempre peggio domani.
Perché dall’alto di Montecitorio non vi state accorgendo che i fatti concreti non sono solo le bollette a fine mese o che risolvere l’aritmetica di un economia inceppata da anni non può essere l’unico campo di azione di un partito politico che dimentica così di essere anzitutto politico. Anche tu, caro Carlo, che pure conosci e dimostri una verve politica inspirata a quel Piero Gobetti che ogni tanto citi di sfuggita, ti illudi: la politica e l’amministrazione, Cesare e Pompeo, le parole e i fatti, non possono essere separati. Come il levatevi, dal cazzo.
Ti stai illudendo di voler salvare così la lotta politica: altri invece, come quei quattro ragazzi, stanno custodendone il simbolo e bisogna sperare che i tiranni di oggi si dimostrino prima o poi palesemente tiranni, che la reazione diventi definitivamente reazione, che ci sia chi avrà il coraggio di levare la ghigliottina, e chi manterrà le posizioni sino in fondo.
Il mio, il loro e spero anche il tuo antifascismo prima che un’ideologia, è un istinto. E l’istinto mi sta dicendo che il peggio deve ancora venire.
Saluti e auguri
Luca




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