Un viaggio nei dischi del più grande cantautore del Novecento e una raccolta di poesie che non distoglie lo sguardo dal presente. Ecco i due nuovi titoli in arrivo.
In autunno parallels pubblica due libri, disponibili esclusivamente online. Uno è un viaggio lungo quindici anni dentro i dischi di Bob Dylan, l’altro è una raccolta di poesie che non distoglie lo sguardo dal presente. Il primo parla di musica, il secondo è poesia. Entrambi in arrivo a fine ottobre inizio novembre.
Bob Dylan 1960-1975 (Vol. I)

Su Bob Dylan sono stati scritti più libri di quanti una persona ragionevole possa leggere in una vita. Serviva davvero un altro? Leonardo Tondelli risponde a modo suo. Non scrive una biografia, né una discografia a stelline. Racconta i dischi uno dopo l’altro, nell’ordine in cui sono usciti, e prova a dimenticare per un momento tutto quello che sappiamo sia successo dopo.
Un disco, quando esce, non sa ancora di essere un capolavoro, una svolta o un disastro. Il libro cerca di riaprire questa zona di incertezza. Si parte dal ragazzino bianchissimo che strimpella nei caffè del Village cercando di cantare come un vecchio bluesman. Si passa per la voce di una generazione, la battaglia di Newport, la rivoluzione elettrica e gli anni nel deserto. Si arriva al ritorno di Blood on the Tracks e Desire.
I lettori di Getting Better e di Catalogo dei santi ribelli conoscono già il metodo: costruire una griglia precisissima e poi approfittarne per evadere di continuo. Tondelli usa tutto ciò che ha a disposizione: cinema, Bibbia, classici, interviste, fanzine e leggende. Arriva persino a inventare dialoghi interiori di Dylan e di John Lennon. Ne esce una verità possibile, parziale, discutibile quanto si vuole. Irriterà i custodi dell’ortodossia dylaniana, mentre per tutti gli altri sarà illuminante e spesso molto divertente. La prefazione dà un consiglio semplice: leggetelo con le cuffie, o con lo stereo acceso.
Il secondo volume, che seguirà Dylan dopo il 1975, è già in cantiere.
Il giorno più lungo

«Il giornalista è solo / un poeta che si ostina a non dormire.» Con questi versi si apre Il giorno più lungo, la raccolta di poesie militanti di Riccardo Bagnato Bulgarelli, e già contengono la sua poetica. Sono versi che vengono dalla cronaca e non la lasciano andare. Parlano di Kiev e Srebrenica, di Gaza e dei nove figli di Alaa al-Najjar, dei femminicidi raccontati dalle sentenze e degli operai arsi nell’acciaieria. Parlano dei morti nel fango di Dacca, delle frontiere, delle macchine che «non mentono» ma continuano, delle catastrofi che cancellano interi paesi.
La prima sezione dichiara il principio che regge tutto il libro: un nome esatto pesa più di mille corpi senza nome. Chiude la postfazione di Jonathan Sisco.
Come tutti i titoli parallels, anche questi due libri sono distribuiti con licenza Creative Commons (CC BY-ND 4.0). Si possono condividere liberamente, citando autore e titolo, purché non vengano modificati. Un libro, come una canzone, vive soprattutto quando passa di mano in mano.




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