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VIII. Del drago Fien Negro e delle carte bruciate

Assalto del drago al campo medievale

Venne l’autunno, poi l’inverno, e il Baradello non cadeva.

Messer Uggia, annoiato oltre ogni misura, prese l’abitudine di salire ogni sera sotto le mura a giocare a carte con il custode della torre, che si annoiava quanto lui.

Giocarono tutto l’inverno, e alla fine messer Uggia vinse una grossa chiave di ferro che il custode non sapeva più a cosa servisse. La mise in tasca senza pensarci e poco dopo tornò a casa, perché si era annoiato anche delle carte.

Grandola ed Uniti tornarono a casa anche loro, per una lite d’eredità che coinvolgeva la vecchia sconosciuta.

Il Bulgaro minacciò di passare al nemico, ma i nani non avevano viveri sufficienti per accoglierlo.

Da settimane Vedano annunciava fiamme. Ogni mattina guardava nel secchio e diceva «vedo fuoco», e siccome lo diceva anche quando si accendevano i fuochi per la minestra, nessuno gli dava più retta.

Una notte scese dal cielo il drago che i contadini chiamavano Fien Negro, perché si nutriva di fieno e lo bruciava fino a renderlo nero.

Incendiò l’accampamento, le provviste e il mantello di Masciago, dentro il quale erano custodite le pergamene.

Il notaio corse fra le fiamme per salvarle.

«Lasciate le carte!» gridava Capiaco.

«Senza carte non esiste l’assedio!» rispondeva il notaio.

«Esiste il fuoco!»

«Il fuoco non è registrato!»

Fu Bizzarrone a fermare il drago.

Camminando di sbieco gli arrivò sotto dal lato che la bestia non vedeva, perché anche i draghi hanno un lato storto, e gli legò la coda a una quercia.

Fien Negro girò su sé stesso per tre giorni, come un cane che si insegue, poi si addormentò sfinito, e lo lasciarono lì. Dicono che dorma ancora legato alla sua quercia, e che i contadini gli portino il fieno perché non si svegli affamato.

Masciago perse metà delle pergamene e dovette riscrivere a memoria i nomi degli uomini, delle bestie e dei luoghi. Alcuni li ricordava bene, altri meno; di certi ricordava soltanto il suono.

Fu allora che la geografia lombarda cominciò a diventare complicata.

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