Étiquette : Cronache di Boffalora
III. Dell’orco Pìgara, che fu scambiato per una montagna
Al terzo giorno di marcia, presa la via del lago, trovarono la strada sbarrata da una collina che respirava. Era Pìgara, il più grande orco della Lombardia e il meno operoso, che dormiva da tanti anni da avere castagni sulla schiena, una pieve sul ginocchio e fra le dita un piccolo mercato del bestiame che…
Publié par

II. Degli uomini radunati per la spedizione
Il notaio si chiamava Masciago Primo, perché suo padre era stato Masciago e suo nonno anche, ma nessuno dei due aveva pensato di numerarsi. Gli furono consegnati tre sigilli, dodici pergamene e l’ordine di riprendere il castello, registrare i combattenti e distribuire le terre conquistate. Federico, che di scienze naturali s’intendeva, aggiunse di suo pugno…
Publié par

I. Dell’eredità di Barbarossa e del re Monte Aguzzo
Nell’anno in cui Federico II di Svevia parlava sei lingue, falconava in tre e non si fidava di nessuna, giunse a Palermo una notizia che lo contrariò: il Baradello era caduto. La torre stava sul colle sopra Cuma come un dito alzato verso il cielo, e suo nonno Barbarossa l’aveva fatta ricostruire perché da lassù…
Publié par

Proemio del cronista
Ovvero della guerra che Federico II mosse ai nani e agli orchi di Lombardia, e di come, per errore, ne nacquero molti paesi dai nomi barbari e indigesti al palato. Io, Boffalora sopra Ticino, monaco senza convento e cronista senza testimoni, metto per iscritto la vera storia della seconda presa del Baradello. Ne circolano sette…
Publié par
