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Le Cronache di Boffalora sopra Ticino

STORIE DI NOMI E DI MOSTRI

Le Cronache di Boffalora sopra Ticino

Di come, per errore, nacquero molti paesi e non solo di Lombardia.


  • Proemio del cronista

    Proemio del cronista

    Ovvero della guerra che Federico II mosse ai nani e agli orchi di Lombardia, e di come, per errore, ne nacquero molti paesi dai nomi barbari e indigesti al palato. Io, Boffalora sopra Ticino, monaco…

  • I. Dell’eredità di Barbarossa e del re Monte Aguzzo

    I. Dell’eredità di Barbarossa e del re Monte Aguzzo

    Nell’anno in cui Federico II di Svevia parlava sei lingue, falconava in tre e non si fidava di nessuna, giunse a Palermo una notizia che lo contrariò: il Baradello era caduto. La torre stava sul…

  • II. Degli uomini radunati per la spedizione

    II. Degli uomini radunati per la spedizione

    Il notaio si chiamava Masciago Primo, perché suo padre era stato Masciago e suo nonno anche, ma nessuno dei due aveva pensato di numerarsi. Gli furono consegnati tre sigilli, dodici pergamene e l’ordine di riprendere…

Chi scrive queste cronache

Breve avvertenza al lettore

Il cronista Boffalora sopra Ticino al lavoro sulle sue carte

Boffalora sopra Ticino è un monaco senza convento e un cronista senza testimoni. Da anni raccoglie le storie che spiegano perché i paesi di Lombardia si chiamano come si chiamano: storie di cavalieri annoiati, notai scrupolosi, orchi addormentati, draghi e folletti, tutti finiti sulla carta geografica per errore.

Non ha visto nulla di ciò che racconta. Le sue fonti sono mappe rubate, osti reticenti e mercanti che non sono mai stati dove dicono. Proprio per questo, sostiene, le sue cronache sono più affidabili di quelle degli altri.

Come si leggono

Ogni cronaca è una storia a sé, divisa in capitoli da leggere nell’ordine in cui il cronista li ha scritti. Le cronache fra loro, invece, si possono leggere come si preferisce. In fondo a ciascuna il cronista riferisce, per onestà, ciò che ne dicono i dotti. Il lettore scelga la versione che preferisce, sapendo che i dotti non c’erano.

Le carte ancora da copiare

Sulla mappa imperiale restano nomi che nessuno ha ancora sciolto. Di Cazzago Brabbia il cronista possiede due cronache che si contraddicono; di Buguggiate una sola, che non osa mostrare a un confessore; di Maccagno con Pino e Veddasca un resoconto così lungo che il copista morì prima di finirlo. Di Paderno Dugnano non possiede nulla, il che gli fa sospettare una storia particolarmente importante.

Se qualcuno dubita della verità di queste storie, vada a vedere i paesi: sono ancora tutti là.

PASSAPAROLA

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Conosci qualcuno che abita a Bulgarograsso, a Pigra o a Vedano Olona? Forse è il caso che sappia la verità. E alla fine di ogni capitolo puoi lasciare un tuo commento, anche se vivi sulla schiena di un orco.

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