
STORIE DI NOMI E DI MOSTRI
Le Cronache di Boffalora sopra Ticino
Di come, per errore, nacquero molti paesi e non solo di Lombardia.
Chi scrive queste cronache
Breve avvertenza al lettore

Boffalora sopra Ticino è un monaco senza convento e un cronista senza testimoni. Da anni raccoglie le storie che spiegano perché i paesi di Lombardia si chiamano come si chiamano: storie di cavalieri annoiati, notai scrupolosi, orchi addormentati, draghi e folletti, tutti finiti sulla carta geografica per errore.
Non ha visto nulla di ciò che racconta. Le sue fonti sono mappe rubate, osti reticenti e mercanti che non sono mai stati dove dicono. Proprio per questo, sostiene, le sue cronache sono più affidabili di quelle degli altri.
Come si leggono
Ogni cronaca è una storia a sé, divisa in capitoli da leggere nell’ordine in cui il cronista li ha scritti. Le cronache fra loro, invece, si possono leggere come si preferisce. In fondo a ciascuna il cronista riferisce, per onestà, ciò che ne dicono i dotti. Il lettore scelga la versione che preferisce, sapendo che i dotti non c’erano.
Le carte ancora da copiare
Sulla mappa imperiale restano nomi che nessuno ha ancora sciolto. Di Cazzago Brabbia il cronista possiede due cronache che si contraddicono; di Buguggiate una sola, che non osa mostrare a un confessore; di Maccagno con Pino e Veddasca un resoconto così lungo che il copista morì prima di finirlo. Di Paderno Dugnano non possiede nulla, il che gli fa sospettare una storia particolarmente importante.
Se qualcuno dubita della verità di queste storie, vada a vedere i paesi: sono ancora tutti là.
PASSAPAROLA
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Conosci qualcuno che abita a Bulgarograsso, a Pigra o a Vedano Olona? Forse è il caso che sappia la verità. E alla fine di ogni capitolo puoi lasciare un tuo commento, anche se vivi sulla schiena di un orco.
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