Questo è quanto accadde al Baradello, secondo la testimonianza di Masciago Primo, della quale possiedo una copia incompleta.
Avevo promesso di riferire ciò che ne dicono i dotti, e lo faccio per onestà, benché i dotti non abbiano mai assediato nulla.
Essi sostengono che i nomi dei paesi abbiano origini assai più antiche, che alcuni derivino da proprietari romani, altri dalla forma dei colli, altri ancora da popoli venuti da lontano. Non lo contesto, ma osservo che queste spiegazioni non rendono conto dei documenti in mio possesso, mentre i miei documenti rendono conto di tutti i paesi.
Dicono inoltre che i nomi uniti da con siano nati dall’unione di più villaggi in un solo comune, e che alcune di queste unioni siano state firmate molti secoli dopo Federico. Non lo nego: dimostra soltanto che la mappa imperiale è ancora aperta, e che qualcuno, da qualche parte, continua a compilarla.
Ne ho avuto la prova proprio mentre copiavo queste pagine. Uggiate Trevano, la terra di messer Uggia, si è preso anch’esso un con, e oggi si fa chiamare Uggiate con Ronago. Chi sia questo Ronago le mie carte non lo dicono; ma per un cavaliere che si annoiava di tutto, era tempo che qualcuno gli tenesse compagnia.
Perfino su Medialana i dotti non vanno d’accordo con il popolo. Loro la fanno venire da un’antica parola dei Galli che indicava un luogo nel mezzo della pianura; il popolo racconta invece di una scrofa coperta di lana soltanto a metà, trovata dove sorse la città.
Fra le due spiegazioni preferisco la scrofa, che almeno ha lasciato un ritratto: i medialanesi lo conservano ancora scolpito su un muro.
Nell’ultimo angolo libero della mappa Masciago aveva scritto anche il proprio nome. Non è chiaro se intendesse firmare il documento o prendere possesso di un campo. Lui stesso, a forza di annotare, non ricordava più se la terra fosse sua o se fosse lui a essere della terra.
Quanto a me, Boffalora sopra Ticino, non presi parte alla guerra, non vidi il castello e non conobbi nessuno dei protagonisti, salvo forse il Bulgaro Grasso, che incontrai molti anni dopo in un’osteria e che negò ogni cosa, tranne il volo.
Del mio nome i dotti dicono che venga dal vento che soffia sul fiume. Non lo nego: anche questa storia mi è arrivata così.
Dei nani so soltanto che l’imperatore non decise mai la loro sistemazione e che dunque, a rigor di contratto, abitano ancora lassù.
Ho raccontato soltanto ciò che so, e ciò che non so l’ho ricavato dai documenti.
Se qualcuno dubita della verità di questa storia, vada a vedere i paesi che ho nominato: sono ancora tutti là, e una storia inventata non avrebbe lasciato tante prove.

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