mi rivolgo a Lei con il massimo rispetto che si possa tributare a un uomo scomparso da oltre ottant’anni, non avendo trovato finora nessuno abbastanza paziente da ascoltare i miei ragionamenti senza controllare l’orologio ogni tre minuti. E francamente, a chi meglio di Lei potrei chiedere consiglio sull’attuale stato psichico dell’Europa, senza peraltro rischiare di ricevere in cambio una parcella?
Mi permetta allora una domanda: se ogni conflitto affonda le radici in una fissazione inconscia, che cosa sta accadendo in Medio Oriente? Una sorta di riedizione dell’Edipo, ma in versione biblica? Ammetto che qui i Suoi concetti mi sfuggono. Io, nel dubbio, provo a gestire i conflitti con la stessa strategia che adotto per il mal di schiena: cerco una sedia comoda. Purtroppo, non funziona mai.
Quanto all’Europa, la situazione non è più rosea. La crescita dell’AfD in Germania sorprende molti, ma non me. Dopotutto, se un Paese è stato capace di inventare la birra analcolica e convincere il mondo che sia una scelta accettabile, come possiamo stupirci se riesce a riesumare anche i propri demoni? Un amico tedesco definisce il tutto “un fenomeno sociale”. Certo, come la cotoletta: innocua all’inizio, ma poi ti schiaccia lo stomaco per tre giorni.
Quello che manca, Professore, è una seduta collettiva di psicoanalisi. Immagini l’Europa stesa sul lettino: “Ho questo incubo ricorrente in cui vengo invasa da populisti, inseguo leader autoritari e non riesco a smettere di litigare con i vicini di casa”. E Lei che, con la Sua calma viennese, risponde: “Interessante… parliamo di sua madre”.
Non ho nulla contro la psicoanalisi, anzi. Ho solo sempre temuto che, dopo tre anni di sedute, la mia nevrosi principale si rivelasse essere la tendenza a spendere soldi in sedute di psicoanalisi. Un po’ come con la palestra: l’unico vero risultato è che diventi campione nel pagare l’abbonamento.
Detto ciò, se avesse un consiglio pratico — magari su come convincere le nazioni a smettere di comportarsi come fratelli che litigano per il telecomando — gliene sarei grato. Anche se la situazione, ne coverrà, è ben più grave di questo, e temo che la risposta sarebbe la stessa che do sempre alla mia analista interiore: “Rinviamo alla prossima settimana, oggi siamo già oltre il tempo”.
Con affetto postumo e ammirazione sincera,
Lebowbsy




Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.