parallels
— editrice

“… Alexanderplatz e dintorni diventa così uno sforzo visivo, fra i ricordi personali, le icone…
“… Alexanderplatz e dintorni diventa così uno sforzo visivo, fra i ricordi personali, le icone cinematografiche e le vertigini della memoria collettiva; è ciò che si vede dai tetti, nascosti dalle sagome pubblicitarie, oggi sostituite o eliminate. Un piano sequenza al limite del suicidio, imprigionati dai cartelloni e dai tubi necessari al loro sostegno. E’ ciò che si scorge guardando l’orizzonte basso, oltre, senza che l’occhio possa piegarsi, ma solo avvertire lo spazio sottostante […] Siamo forse costretti a crederci come quegli angeli di Wim Wenders nel film Il cielo sopra Berlino: non più sulla Colonna della Vittoria in pieno Tiergarten (il parco centrale di Berlino, oltre la Porta di Brandeburgo), o nella splendida Staatsbibliothek (Biblioteca Statale) di Potsdamer Platz, dove i protagonisti di Wenders osservano l’umanità passare; ma come quegli angeli siamo sui tetti di Berlino ad ascoltare i rumori, a consolare i pensieri, ad immaginarci un orizzonte possibile, nascosti da pubblicità di cui possiamo tutt’al più decifrare il nome leggendolo al contrario, richiamando, qui sì, un topos cinematografico americano da ultima scena, da combattimento finale, da Harold Lloyd nel film Safety Last, appeso alle lancette di un orologio in cima al palazzo. Ma dove non succede nulla di tutto questo. E dove il silenzio sembra prendersi il suo tempo.” (Riccardo Bagnato, dalla presentazione della mostra fotografica Orientierungsangaben / Punti di orientamento, Berlin Alexanderplatz di Norbert Wiesneth)